Gestione delle Trasferte Aziendali e Autorizzazione delle Spese dei Dipendenti

Come Gestire le Spese di Trasferta Estero: Guida Pratica e Regole da Conoscere

La gestione delle trasferte aziendali rappresenta un aspetto cruciale per molte organizzazioni, sia in termini logistici che contabili. Un’efficace politica di trasferta non solo garantisce l'efficienza e il comfort del dipendente durante i viaggi di lavoro, ma tutela anche l'azienda da irregolarità contabili e problematiche fiscali. Uno dei nodi più delicati riguarda l’autorizzazione e il rimborso delle spese sostenute dal dipendente in trasferta.

Definizione di Trasferta e Contesto Normativo

Per trasferta si intende lo spostamento temporaneo del dipendente in un luogo diverso dalla sede abituale di lavoro, per esigenze connesse all’attività lavorativa. Le spese sostenute devono essere pertinenti, documentate e autorizzate secondo le policy aziendali.

Le normative fiscali italiane (es. TUIR, art. 51) prevedono specifiche soglie di esenzione per i rimborsi e distinzioni tra spese di viaggio, vitto, alloggio e indennità.

Gestione delle Spese: Tipologie e Documentazione

Le spese ammissibili durante una trasferta possono includere:

· Trasporto: biglietti aerei, treni, taxi, carburante (in caso di uso auto propria).

· Vitto e alloggio: pasti e pernottamenti.

· Spese accessorie: parcheggi, pedaggi, connessioni internet.

Documentazione obbligatoria:

· Ricevute fiscali o fatture intestate all’azienda o al dipendente.

· Nota spese compilata dettagliatamente.

· Prova del pagamento (es. scontrino, estratto conto, copia carta aziendale).

Autorizzazione delle Spese Post-Evento

Una volta rientrato dalla trasferta, il dipendente deve:

1. Compilare la nota spese entro un termine definito (es. 5 giorni lavorativi).

2. Allegare tutta la documentazione giustificativa.

3. Sottoporre la richiesta al responsabile per la validazione finale.

Il reparto contabile o HR verificherà la coerenza e approverà il rimborso, secondo le soglie previste.

Problematiche Ricorrenti e Soluzioni

Alcuni problemi comuni includono:

· Mancanza di autorizzazione preventiva → rischio di non rimborso.

· Spese non pertinenti o eccessive → necessità di giustificazione o diniego.

· Ricevute mancanti o incomplete → inaccettabilità ai fini fiscali.

Soluzioni operative:

· Implementazione di software di gestione trasferte e note spese. Corenx è il sw per la gestione piu completo. Provalo qui

· Formazione periodica dei dipendenti sulle policy aziendali.

· Redazione di un regolamento interno chiaro e condiviso.

Buone Prassi Aziendali

· Stabilire una policy interna chiara su trasferte e rimborsi

· Usare strumenti digitali per la gestione delle note spese

· Formare i dipendenti sui limiti e le modalità di rendicontazione

· Monitorare le trasferte sotto il profilo costi/benefici

Una corretta gestione delle trasferte e delle spese correlate è essenziale per garantire trasparenza, controllo dei costi e rispetto delle normative fiscali. Le aziende devono dotarsi di strumenti digitali, procedure chiare e formazione adeguata per semplificare i processi e ridurre al minimo le criticità. Un software adeguato è di sollievo alle necessità gestionali. Prova corenx qui

Come Gestire le Spese di Trasferta Estero: Guida Pratica e Regole da Conoscere

Come Gestire le Spese di Trasferta Estero: Guida Pratica e Regole da Conoscere

Le trasferte all’estero sono una componente fondamentale per molte aziende italiane, specialmente in settori come l’export, il commercio internazionale e la consulenza. Tuttavia, gestire correttamente le spese di trasferta all’estero è cruciale non solo per il controllo dei costi, ma anche per il rispetto della normativa fiscale e contributiva.

Cosa si Intende per Spese di Trasferta Estero

Le spese di trasferta all’estero comprendono tutti i costi sostenuti da un lavoratore (dipendente o collaboratore) per motivi professionali fuori dal territorio italiano. Possono includere:

· Biglietti aerei o altri mezzi di trasporto

· Vitto e alloggio

· Trasporti locali (taxi, mezzi pubblici, noleggi)

· Spese telefoniche e internet

· Eventuali visti o assicurazioni

· Diarie o indennità giornaliere

Documentazione Necessaria

Per ogni trasferta estera, è buona prassi raccogliere:

· Lettera d’incarico o ordine di missione

· Biglietti e ricevute (voli, hotel, ristoranti)

· Note spese firmate dal dipendente

· Prova del pagamento (scontrini, carte di credito aziendali)

· Relazione sull’attività svolta, se richiesta

Tutta la documentazione deve essere conservata per eventuali controlli fiscali.

Trattamento Fiscale e Contributivo

· Spese rimborsate analiticamente non fanno reddito e sono integralmente deducibili per l’azienda.

· Le indennità forfettarie sono esenti nei limiti sopra indicati; l’eccedenza, se presente, è tassabile come reddito da lavoro dipendente.

· Per i collaboratori o professionisti, valgono regole diverse (compensi e rimborsi vanno trattati come da contratto).

Attenzione al Paese Estero

Alcuni paesi possono avere normative particolari (es. obbligo di permessi, dichiarazioni fiscali locali o convenzioni contro la doppia imposizione). È importante:

· Verificare le convenzioni internazionali tra Italia e il paese di destinazione

· Considerare eventuali trattamenti fiscali differenti

· In alcuni casi, si può configurare una stabile organizzazione all’estero, con obblighi fiscali aggiuntivi

Buone Prassi Aziendali

· Stabilire una policy interna chiara su trasferte e rimborsi

· Usare strumenti digitali per la gestione delle note spese

· Formare i dipendenti sui limiti e le modalità di rendicontazione

· Monitorare le trasferte sotto il profilo costi/benefici

Gestire correttamente le spese di trasferta all’estero è fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare i costi e garantire trasparenza. Che si scelga il rimborso analitico, forfettario o misto, è essenziale rispettare le norme fiscali italiane e documentare ogni fase del processo. Evitare problemi e ritardi è fondamentale e con COREnx puoi affrontare le sfide dell’internazionalizzazione con fiducia. Prova qui COREnx.

Perché un Software di Gestione Presenze è più Conveniente di Word ed Excel

Perché un Software di Gestione Presenze è più Conveniente di Word ed Excel

Nel contesto aziendale moderno, una gestione efficiente delle presenze dei dipendenti è fondamentale non solo per questioni organizzative, ma anche per la conformità normativa, la gestione delle paghe e l’ottimizzazione dei costi. Sebbene molti piccoli uffici o imprese a conduzione familiare ricorrano ancora a strumenti manuali come Word o Excel per registrare le presenze, l’adozione di un software dedicato porta benefici tangibili in termini di efficienza, accuratezza e risparmio economico.

Errori Umani e Rework: un Costo Nascosto

La gestione degli statini delle macchine timbratrici si basa su diverse normative:

Utilizzare Word o Excel per la gestione delle presenze significa affidarsi a processi manuali. Inserire ore, ferie, permessi e straordinari richiede l’intervento umano costante, il che espone l’azienda a:

· Errori di battitura (es. inserimento errato di orari)

· Calcoli sbagliati (es. conteggio delle ore o dei giorni di ferie)

· Dimenticanze (es. mancata registrazione di un’assenza)

Questi errori non sono solo fastidiosi: generano rework. Correggere a posteriori i dati richiede tempo e risorse, aumentando il costo del lavoro amministrativo e ritardando l’elaborazione delle paghe o dei report di HR.

Esempio pratico: in una PMI con 30 dipendenti, un errore nel conteggio degli straordinari può causare un errore nel cedolino, generando insoddisfazione del personale e ore spese per ricalcolare e correggere.

Sicurezza dei Dati e Storico Affidabile

Word ed Excel non offrono strumenti di tracciabilità o protezione avanzata dei dati. I file possono essere:

· Sovrascritti per errore

· Persi o corrotti

· Modificati senza traccia (assenza di log)

Un software invece mantiene uno storico dettagliato e protetto delle presenze, garantendo trasparenza e compliance con le normative GDPR. Inoltre, è possibile configurare ruoli e permessi, impedendo modifiche non autorizzate.

Efficienza e Scalabilità

Man mano che un’azienda cresce, la gestione manuale delle presenze diventa insostenibile. Un file Excel per 10 dipendenti è gestibile; per 100 diventa ingestibile. Un software invece è scalabile, in grado di gestire anche centinaia di dipendenti senza aumentare il carico di lavoro dell’amministrazione.

Inoltre, molte soluzioni software offrono analisi statistiche sulle presenze, utili per monitorare assenteismo, pianificare turni e ottimizzare la produttività.

Costi Nascosti dei Metodi Manuali

Sebbene Word o Excel sembrino "gratuiti" (già presenti nei pacchetti Office), i costi nascosti sono notevoli:

· Tempo perso dal personale amministrativo

· Ore uomo spese in controllo, revisione e inserimento dati

· Ritardi nei processi HR e nelle comunicazioni interne

· Errori nei cedolini e potenziali contenziosi con i dipendenti

Un software di gestione presenze può sembrare un investimento iniziale, ma si ripaga velocemente grazie alla riduzione di questi costi nascosti.

La gestione delle presenze non è un’area in cui conviene risparmiare con soluzioni manuali. Un software specializzato come COREnx offre vantaggi chiari:

Riduzione degli errori

Risparmio sui costi operativi

Maggiore efficienza e controllo

Sicurezza e conformità normativa

Crescita sostenibile e analisi strategica


Per un’organizzazione moderna, adottare una soluzione digitale per la rilevazione presenze non è solo una scelta tecnologica, ma un passo essenziale verso un’amministrazione più snella, affidabile e orientata al futuro.

Gestione e Rilevazione di Ferie, Permessi e Astensioni dal Lavoro

Gestione e Rilevazione di Ferie, Permessi e Astensioni dal Lavoro: Normativa e Obblighi del Datore di Lavoro

La corretta gestione delle assenze dal lavoro è un obbligo giuridico, organizzativo e amministrativo per il datore di lavoro. Rientrano tra queste assenze le ferie, i permessi retribuiti, le assenze per motivi familiari o personali, e altri istituti di astensione obbligatoria o facoltativa. Vediamo nel dettaglio le principali tipologie, i riferimenti normativi e le modalità di rilevazione previste dalla legge italiana.

Ferie

Normativa di riferimento

· Art. 36, comma 3, Costituzione: garantisce il diritto irrinunciabile del lavoratore a un periodo di ferie annuali retribuite.

· Art. 2109 c.c.

· D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 (art. 10)

Durata minima

· 4 settimane annue di cui:

· 2 settimane continuative da fruire entro 12 mesi;

· Le altre 2 settimane entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione.

Divieto di monetizzazione

· Salvo per il caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Rilevazione e gestione

· Devono essere annotate nel libro unico del lavoro (LUL) con apposita indicazione dei giorni fruiti.

· Il datore deve garantire la fruizione e pianificare le ferie annualmente.

Permessi Retribuiti

Tipologie principali e normativa

Tipo di permesso
Normativa
Note
Rol e Ex-Festività (previsti da CCNL)
CCNL
Recupero di riduzioni orario di lavoro.
Permessi per donazione sangue
L. 219/2005.
Giornata retribuita.
Permessi per lutto o gravi motivi familiari
D.P.R. 397/1995; CCNL
Fino a 3 giorni per evento.
Permessi per matrimonio
D.Lgs. 151/2001, art. 4
15 giorni continuativi.
Permessi per esami universitari
CCNL
Variabile a seconda del contratto.

Astensione per Maternità e Paternità

Normativa di riferimento

· D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico maternità/paternità)

Congedo di maternità (obbligatorio)

· 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto.

· Possibilità di “flessibilità” (1+4) con certificato medico.

Congedo di paternità · Obbligatorio: 10 giorni lavorativi retribuiti, fruibili anche non continuativamente (Art. 27-bis). · Facoltativo: in alternativa alla madre (entro i limiti del congedo non fruito).

Congedo Parentale

· Fino a 6 mesi per ciascun genitore, elevabile a 11 mesi complessivi.

· Indennità pari al 30% della retribuzione per un determinato periodo (modifiche introdotte anche dalla Legge di Bilancio 2024).

Congedi per Malattia del Figlio

· Fino a 3 anni: assenza non retribuita e senza limiti di giorni.

· Dai 3 agli 8 anni: 5 giorni all’anno per ciascun genitore.

Normativa

· Art. 47-50, D.Lgs. 151/2001

Malattia

Normativa di riferimento

· Art. 2110 c.c.

· Norme INPS + CCNL

Obblighi del lavoratore

· Comunicazione entro il termine previsto.

· Invio del certificato medico telematico.

Tutela

· Conservazione del posto di lavoro per un periodo variabile (periodo di comporto).

· Retribuzione: indennità INPS + eventuale integrazione da CCNL.

Infortunio sul Lavoro

Normativa

· D.P.R. 1124/1965 (Testo Unico Infortuni)

· D.Lgs. 81/2008


Obblighi

· Denuncia all’INAIL entro 2 giorni.

· Pagamento del 100% del salario per i primi 4 giorni a carico del datore (poi INAIL).

Altri Motivi di Astensione

Tipo
Normativa
Note
Aspettativa non retribuita
CCNL o art. 4, L. 53/2000
Per gravi motivi familiari o personali.
Congedi per formazione
Art. 5, L. 53/2000
Fino a 11 mesi per corsi riconosciuti.
Congedi per volontariato
L. 266/1991
In alcuni casi retribuiti (protez. civile).
Sciopero
Art. 40 Costituzione
Legittima astensione; non retribuita.

Obblighi del Datore di Lavoro nella Rilevazione delle Assenze

· Libro unico del lavoro (LUL): obbligatorio riportare ferie, permessi e assenze.

· Comunicazione all’INPS/INAIL: per malattia, maternità, infortuni.

· Rispetto dei termini previsti dai CCNL e dalla legge per la fruizione e il pagamento.

· Controllo delle certificazioni e possibilità di visite fiscali (malattia).

La gestione delle ferie, permessi e altri motivi di assenza è un processo regolato da una molteplicità di norme: dal Codice Civile alla Costituzione, dai decreti legislativi ai contratti collettivi. I datori di lavoro devono dotarsi di strumenti amministrativi idonei (software presenze, registri digitali, comunicazioni INPS/INAIL) per adempiere a tutti gli obblighi e garantire la corretta tutela dei diritti dei lavoratori.

Fonti normative principali

· Costituzione della Repubblica Italiana

· Codice Civile, art. 2109, 2110

· D.Lgs. 66/2003

· D.Lgs. 151/2001

· D.P.R. 1124/1965

· L. 104/1992

· L. 53/2000

· CCNL di riferimento (specifico per categoria)

Gestione Timbrature e Statino

Gestione Timbrature e Statini

La regolamentazione normativa e la gestione degli statini delle macchine timbratrici (noti anche come fogli presenza, cartellini o rapporti di timbratura) rientrano in un contesto più ampio di gestione del personale, orario di lavoro e obblighi giuslavoristici in Italia. Vediamo i principali aspetti:

Normativa di riferimento

La gestione degli statini delle macchine timbratrici si basa su diverse normative:

Codice Civile

· Art. 2094 – Nozione di prestatore di lavoro subordinato.

· Art. 2104 – Diligenza del prestatore di lavoro.

· Art. 2105 – Obbligo di fedeltà

Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970)

· Art. 4 – Controlli a distanza: è necessario l'accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro per l'utilizzo delle macchine timbratrici che possono raccogliere dati anche ai fini disciplinari.

D.Lgs. 66/2003 – Orario di lavoro

Disciplina:

· Durata massima settimanale (48 ore comprese le straordinarie)

· Riposi giornalieri e settimanali

· Lavoro notturno

GDPR (Reg. UE 2016/679) – Privacy e protezione dati personali

Le timbrature sono dati personali (in alcuni casi anche sensibili), quindi vanno:

· Trattate in modo lecito e trasparente

· Conservate per il tempo necessario

· Protette da accessi non autorizzati

· Accompagnate da informativa privacy al dipendente

Responsabilità del datore di lavoro

Il datore ha l’obbligo di:

· Garantire la corretta registrazione delle presenze

· Gestire le anomalie (es. dimenticanze di timbratura, ritardi)

· Rispettare la normativa sulla privacy

· Utilizzare i dati in modo proporzionato, solo per finalità lecite (es. buste paga, sicurezza, organizzazione turni)

Aspetti disciplinari

Se le timbrature vengono utilizzate per valutare comportamenti (es. ritardi cronici, uscite anticipate), è necessario:

· Aver regolamentato tutto nel regolamento interno aziendale

· Aver informato i lavoratori

· Avere autorizzazione se il sistema comporta controlli indiretti (ex art. 4 Statuto)

Software di rilevazione presenze

I moderni sistemi elettronici permettono:

· Archiviazione automatica

· Report mensili

· Allarmi su anomalie

· Integrazione con il cedolino paga

Devono essere configurati correttamente e conforme al GDPR, con:

· Accessi profilati

· Log delle attività

· Backup regolari

CORENX è il software che meglio si adatta alla gestione combinata degli statini con le timbrature adempiendo a tutte le normative di legge

Accordi sindacali / regolamenti aziendali

Molte aziende introducono le regole tramite:

· Accordi sindacali aziendali

· Regolamento interno

· Comunicazione scritta ai dipendenti

Smart Working: Evoluzione, Opportunità e Quadro Normativo

Smart Working: Evoluzione, Opportunità e Quadro Normativo

Lo smart working, o lavoro agile, è diventato negli ultimi anni una componente centrale della trasformazione del mondo del lavoro. Nato come pratica flessibile per migliorare la produttività e la conciliazione vita-lavoro, ha subito una crescita esponenziale durante la pandemia da COVID-19. Tuttavia, al di là dell’emergenza, lo smart working si sta consolidando come modello strutturale in molte realtà lavorative. Questo cambiamento ha richiesto un adeguamento della normativa, che in Italia si è evoluta per garantire diritti e tutele sia ai lavoratori sia ai datori di lavoro.

Smart Working: Definizione e Caratteristiche

Secondo la Legge n. 81/2017, il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato che si svolge senza precisi vincoli di orario o luogo, attraverso l'uso di strumenti tecnologici, sulla base di un accordo tra le parti.

Le principali caratteristiche dello smart working includono:

· Flessibilità: sia in termini di orario sia di luogo di lavoro.

· Responsabilizzazione: il lavoratore è valutato per obiettivi, non per il tempo trascorso al lavoro.

· Tecnologia: l’utilizzo di strumenti digitali è fondamentale per svolgere l’attività lavorativa da remoto.

· Equilibrio vita-lavoro: si punta a una maggiore armonizzazione tra esigenze professionali e personali.

Evoluzione normativa: dal 2017 al post-pandemia

La prima regolamentazione organica dello smart working in Italia è contenuta nella Legge 81/2017, che ha introdotto il concetto di lavoro agile come forma di lavoro subordinato, con alcune condizioni:

· L’accordo individuale deve essere redatto in forma scritta.

· Vanno garantiti gli stessi diritti economici e normativi dei lavoratori “tradizionali”.

· Devono essere rispettate le norme in materia di sicurezza sul lavoro e diritto alla disconnessione.

Durante la pandemia, il Decreto Cura Italia e i successivi decreti emergenziali hanno semplificato l’accesso al lavoro agile, eliminando temporaneamente l’obbligo dell’accordo individuale e consentendo il ricorso allo smart working anche in assenza di una regolamentazione aziendale specifica.

Normativa attuale (aggiornata al 2025)

Con la fine dell’emergenza sanitaria, dal 1° gennaio 2024 è stato ripristinato l’obbligo dell’accordo individuale per lo smart working, ma sono rimaste alcune semplificazioni procedurali introdotte nel frattempo:

· La comunicazione al Ministero del Lavoro avviene ora esclusivamente in modalità telematica.

· Il datore di lavoro deve trasmettere l’elenco dei lavoratori coinvolti, senza necessità di allegare l'accordo.

· È previsto un diritto di priorità allo smart working per determinate categorie: lavoratori con disabilità, genitori con figli fino a 12 anni, e caregiver.

Alcuni contratti collettivi (es. CCNL Commercio, Metalmeccanici, Pubblica Amministrazione) hanno introdotto norme integrative che regolano aspetti pratici come la frequenza minima in presenza, i rimborsi spese per connessione internet o attrezzature, e il diritto alla disconnessione.

Smart working nella Pubblica Amministrazione

Nella PA, il lavoro agile è stato regolamentato dal DPCM 23 dicembre 2021 e successivamente aggiornato. Attualmente, le linee guida prevedono:

· Almeno 15% del personale deve poter accedere allo smart working.

· Obbligo di formazione per i dirigenti e per i dipendenti coinvolti.

· Misurazione della performance tramite obiettivi assegnati.

· Nessun impatto negativo sul trattamento economico o sulle opportunità di carriera.

Sfide e prospettive

Lo smart working offre vantaggi significativi: aumento della produttività, riduzione del traffico e dell’inquinamento, risparmi per aziende e lavoratori. Tuttavia, presenta anche criticità:

· Isolamento sociale e minore senso di appartenenza all’azienda.

· Rischi legati alla sicurezza informatica.

· Difficoltà nella gestione del work-life balance se non regolato adeguatamente.

· Disuguaglianze tra chi può accedere allo smart working e chi no (digital divide, mansioni non remotizzabili).

Il futuro dello smart working dipenderà dalla capacità di istituzioni e imprese di governare il cambiamento: servono politiche attive, infrastrutture digitali, aggiornamenti contrattuali e una cultura manageriale evoluta.

Lo smart working non è solo una soluzione emergenziale ma un modello sostenibile e innovativo, che può migliorare la qualità del lavoro e della vita. Tuttavia, perché funzioni, deve essere regolato, monitorato e supportato da un quadro normativo chiaro, strumenti tecnologici adeguati e un approccio organizzativo moderno. La normativa italiana, pur ancora in evoluzione, rappresenta una base importante per un lavoro agile equo, sicuro e produttivo.

Il problema dei timesheet: un ingrediente corrosivo per produttività, morale e redditività

Il problema dei timesheet: un ingrediente corrosivo per produttività, morale e redditività

Il peso dei ritardi e dell'inesattezza

· I ritardi nella compilazione dei timesheet possono provocare ritardi nel payroll, mancati pagamenti, aumento del carico amministrativo e frustrazione tra i dipendenti e il personale HR.

· Le registrazioni affrettate o retroattive inducono errori: informazioni poco precise compromettono la fatturazione, la pianificazione dei progetti e possono nascondere rischi legali.

I costi nascosti delle procedure manuali

· I timesheet gestiti manualmente spesso comportano errori, frodi (come il time theft) e perdite economiche significative: nel 75% delle aziende statunitensi si registra furto d’orario, con miliardi di dollari persi ogni anno.

· Il processo manuale è inefficiente, lento e oneroso in termini di tempo: l’inserimento di dati e le correzioni quotidiane assorbono risorse preziose. Con COREnx riesci a velocizzare tagliando tutti i costi di inefficienze

Resistenze e frustrazioni dal lato dei collaboratori

· In molti casi, i dipendenti resistono ai sistemi di rilevazione dei tempi perché percepiti come invasivi o equamente come strumenti di controllo.

· In consulenza e IT, la richiesta di dettagliare attività ogni 15 minuti – a volte anche per singoli ticket o meeting – genera stress, perdita di tempo utile e demotivazione.

Il contesto normativo e i rischi associati

In settori regolamentati, l’accuratezza dei timesheet può influenzare la compliance a normative sul lavoro, condizioni contrattuali e audit. Errori o omissioni possono portare a sanzioni.

Soluzioni efficaci: come affrontare la sfida con metodo e strumenti moderni

Digitalizzare il processo con strumenti intuitivi

· Le soluzioni di timesheet automatizzati (es. mobile, tracking continuo) riducono errori, velocizzano l’inserimento delle ore e impediscono frodi. Scopri come corenx puo aiutarti

· Funzioni come blocco del mese (“congelamento”) impediscono modifiche retroattive e garantiscono coerenza tra orari dichiarati e fatturazione.

Comunicazione chiara e formazione coinvolgente

· È fondamentale spiegare ai lavoratori il “perché” del sistema di rilevazione: non pieghe del controllo, ma strumenti di trasparenza, equità e ottimizzazione.

· Offrire formazione semplice e assistenza supporta chi è meno avvezzo alla tecnologia, evitando resistenze.

Definire regole e processi chiari

·Stabilire scadenze precise, procedure di approvazione e responsabilità decisive aiuta a prevenire ritardi e incompletezze.

· Politiche chiare su break, straordinari e attività non legate al lavoro individuano con chiarezza cosa va tracciato.

Incentivi e motivazione: rendere il timesheet un impegno positivo

·Utilizzare gamification (badge, classifiche, premi) può trasformare la compilazione in una dinamica coinvolgente anziché onerosa.

· Riconoscimenti regolari per chi compila in tempo rafforzano l’adozione del sistema.

Monitoraggio e miglioria continua

·HR e management dovrebbero analizzare i dati raccolti: tassi di compilazione, errori ricorrenti, colli di bottiglia nei flussi. Ciò consente interventi mirati.

· Il feedback dai collaboratori è prezioso per adeguare il sistema alle esigenze reali, riducendo resistenze e inefficienze.

In sintesi: la roadmap per risolvere i problemi dei timesheet

Problema principale
Impatto aziendale
Soluzione proposta
Ritardi e inaccuracy
Ritardi stipendio, fatturazione errata, budget sballati
Sistemi digitali + scadenze chiare
Complessità manuale
Spreco risorse, errori, frodi
Automazione e tracking intuitivo
Resistenze dipendenti
Frustrazione, abbandono del sistema
Comunicazione trasparente e formazione
Normativa e audit
Sanzioni, reclami
Tracciabilità, blocco modifiche retroattive
Bassa adozione
Inefficienza diffusa
Incentivi e riconoscimenti

Conclusione

Il timesheet ben gestito non è una gabbia, ma uno strumento di chiarezza: permette di misurare tempo, distribuire carichi, migliorare produttività e garantire correttezza economica. Affrontare le difficoltà legate all’adozione non significa solo attivare tecnologie, ma costruire trasparenza, formazione e incentivi. Così il timesheet non diventa un peso, ma una risorsa strategica per l’azienda e per chi ci lavora.

Trasferte e Timesheet

Trasferte e Timesheet

Trasferte e Timesheet: una gestione ancora troppo macchinosa?

La gestione delle trasferte aziendali continua a rappresentare una delle aree più complesse all’interno dei processi HR e amministrativi. Nonostante l’automazione crescente dei flussi di lavoro, molte aziende si scontrano ancora con inefficienze, errori e ritardi nella compilazione dei timesheet e nell’approvazione delle trasferte.

Il nodo critico: coerenza tra presenza, attività e viaggio

Uno dei principali problemi riguarda la corretta registrazione della trasferta nei timesheet: il dipendente deve segnalare il tempo speso fuori sede, indicando correttamente orari, destinazione e attività svolte. Tuttavia, in assenza di un sistema integrato, il rischio di incongruenze è alto: attività non correlate alla trasferta, mancate sincronizzazioni con il sistema di approvazione o semplicemente errori manuali possono compromettere la qualità dei dati.

Approvazioni: un collo di bottiglia evitabile

Un altro punto dolente è il processo di approvazione preventiva delle trasferte. In molte organizzazioni, questo passaggio avviene tramite email o moduli non standardizzati, che generano confusione e ritardi. Inoltre, capita spesso che la trasferta venga approvata verbalmente o retroattivamente, creando problemi nella rendicontazione e nel rimborso spese. Scopri come corenx ti puo aiutare

Conseguenze tangibili: tempi lunghi e rischi fiscali

Una cattiva gestione delle trasferte può avere ripercussioni su più livelli:

· Amministrativo: difficoltà nella riconciliazione ore/lavoro/viaggio, complicazioni nella fatturazione o nella reportistica interna;

· Contabile: ritardi nei rimborsi, errori nei centri di costo o nella rendicontazione finanziaria;

· Fiscale: rischi legati alla deducibilità delle spese o alla corretta imputazione dei costi di trasferta.

Soluzioni possibili: verso un flusso integrato

Per superare queste criticità, le aziende possono adottare soluzioni integrate che collegano:

· Il modulo di richiesta e approvazione trasferta (con workflow automatizzati);

· Il sistema di timesheet, che permette di selezionare direttamente la trasferta tra le attività disponibili;

· Il portale note spese, sincronizzato con le trasferte approvate e le ore effettivamente lavorate.

L'obiettivo è ridurre la componente manuale e soggettiva, automatizzando i controlli e garantendo coerenza tra autorizzazioni, presenze e rendicontazione.

Innovazioni legislative in vigore sui rimborsi spese e trasferte

Guida completa ai rimborsi e indennità di Trasferta 2025

Innovazioni legislative in vigore dal 1° gennaio 2025 in Italia sui rimborsi spese e trasferte, introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) e dal Decreto Legislativo n. 192/2024 (riforma IRPEF-IRES)

Queste iniziative legislative vogliono introdurre una svolta verso una maggiore trasparenza fiscale e contributiva nelle trasferte e nei rimborsi spesa.

Obbligo di tracciabilità dei pagamenti

· Per essere esenti da tassazione IRPEF e contributi INPS, i rimborsi per vitto, alloggio, viaggio e trasporto (inclusi taxi e NCC) devono essere effettuati solo tramite strumenti tracciabili: carta di credito/debito/prepagata, bonifico bancario/postale, assegni bancari o circolari, app di pagamento riconosciute (ad es. Satispay, Apple Pay, Google Pay)

· Se i pagamenti sono in contanti, i rimborsi: o diventano reddito imponibile per il dipendente (IRPEF + contributi), o non sono deducibili per l’azienda ai fini IRES/IRAP

· Eccezioni: i trasporti pubblici di linea (es. autobus, tram, metropolitana, treni, traghetti, aerei) rimangono esenti anche se pagati in contanti, purché documentati

Modalità e soglie di rimborso

Le tre modalità previste dall’art. 51, comma 5 del TUIR mantengono le soglie esenti riviste per il 2025:

Modalità
Esenzione giornaliera Italia
Esenzione Estero
Forfettario
€ 46,48
€ 77,47
Misto (forfettario + documentato)
€ 30,99
€ 51,65
Analitico (solo documentato)
€ 15,49
€ 25,82

Le trasferte comunali sono interamente imponibili, salvo le spese di viaggio e trasporto tracciate e documentate.

Deducibilità per il datore di lavoro

· Le spese di trasferta sono deducibili solo se sostenute tramite pagamenti tracciabili, sia per i dipendenti che per i collaboratori autonomi.

· I rimborsi pagati in contanti non sono deducibili, aumentando la base imponibile aziendale.

Casi dei lavoratori autonomi

· Autonomi e collaboratori devono rispettare lo stesso obbligo di tracciabilità per le spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto destinate a essere dedotte

· I rimborsi chilometrici (tabelle ACI) rimangono esenti se documentati e coerenti con le tabelle ufficiali

Impatti operativi e adempimenti aziendali

· Le aziende devono aggiornare le travel policy interne, inserire regole chiare di tracciabilità e formare i dipendenti sull’uso dei metodi di pagamento ammessi

· È obbligatorio conservare giustificativi di pagamento tracciato (es. estratti conto, ricevute elettroniche), oltre alla documentazione di spesa.

· COREnx (corenx.it) è il software HR che ti aiuta a tenere tutto tracciato e perfettamente sotto controllo.

Riepilogo operativo

· Pagamenti tracciabili obbligatori per rimborsi esenti.

· Contanti = tassabile + contributi.

· Deducibilità aziendale valida solo con tracciabilità.

· Eccezione validata per i mezzi pubblici di linea.

· Rimborsi chilometrici invariati se fuori comune.

· Agevolazione affitti per neo-assunti prevista solo per il 2025.

Consigli pratici

· Formare dipendenti su modalità tracciate (carte, app, bonifici).

· Implementare controlli interni per verificare i pagamenti.

· Adeguare policy aziendali scrivendo le nuove procedure.

· Archiviare documentazione tracciata insieme alle ricevute.

· Verificare l’applicabilità delle agevolazioni fiscali 2025 (affitto, neo-assunti

Queste iniziative legislative introducono una svolta verso una maggiore trasparenza fiscale e contributiva nelle trasferte e nei rimborsi spesa.

Rimborsi ai Dipendenti

Guida completa ai rimborsi e indennità di Trasferta 2025

Trasferta di Lavoro: Cosa Cambia nei Rimborsi nel 2025?

Quando un dipendente è inviato in trasferta di lavoro ha diritto, oltre alla retribuzione ordinaria, a ricevere:

- Rimborsi per costi sostenuti (es. trasporto, vitto, alloggio)
- Indennità forfettarie di trasferta che compensano il disagio dello spostamento dovuto al prestare l'attività in luogo diverso da quello ordinario

Inoltre, il trattamento fiscale e contributivo varia in base a:
- Località della trasferta (dentro o fuori il comune di lavoro)
- Tipologia di rimborso adottata

Indennità di Trasferta e Rimborsi nel Comune di Lavoro

Secondo l’art. 51, comma 5 del TUIR, Le indennità di trasferta e i rimborsi chilometrici riconosciute al dipendente per l’utilizzo del proprio automezzo nel comune di lavoro sono tassabili integralmente.

Esenti da tassazione sono solo i rimborsi spese documentati con:
- Biglietti autobus, metro, tram
- Ricevute taxi
- Fatture car sharing (con indicazioni su partenza, arrivo, distanza)

Non assume rilevanza l’ampiezza del comune in cui il dipendente ha la sede di lavoro:
pertanto, può essere considerato in trasferta fuori comune chi effettua uno spostamento di qualche centinaio di metri dalla sede di lavoro ma travalica il confine comunale. Al contrario si ritiene comunque trasferta nel territorio comunale la situazione di chi, pur viaggiando per due ore nel traffico, resta sempre nello stesso comune.

Indennità di Trasferta e Rimborsi fuori dal Comune di Lavoro

Quando la trasferta avviene fuori dal territorio comunale, si può scegliere tra:

1. Sistema Forfettario

Il datore di lavoro eroga una indennità forfettaria di trasferta, con le seguenti soglie di esenzione:

TIpologia trasferta
Esente fino a (€/giorno)
Se vitto e alloggio inclusi
Italia
46,48
- solo uno dei due: 1/3 (30,99€)
- entrambi: 2/3 (15,49€)
Estero
77,47
- solo uno dei due: 1/3 (51,65€)
- entrambi: 2/3 (25,82€)

Le soglie citate restano tali anche nell’ipotesi di trasferta inferiore alle 24 ore e, in generale, a fronte di spostamenti che non comportano il pernottamento fuori sede. Qualsiasi importo eccedente è imponibile.
Anche spese accessorie (es. parcheggio) sono tassabili.

2. Sistema Analitico (Rimborso a piè di lista)

In questo caso il lavoratore presenta documentazione dettagliata delle spese sostenute.

Spese non imponibili:

Viaggio, trasporto, vitto, alloggio (con documenti validi)
Rimborsi chilometrici basati su tariffe ACI avuto riguardo a percorrenza, tipo di automezzo e costo chilometrico.

📌 Se il rimborso si basa su chilometraggio dalla residenza anziché dalla sede, solo l’eccedenza è imponibile.

Se il rimborso chilometrico è superiore a quanto risulta dalle tabelle ACI, l’eccedenza è considerata reddito imponibile ai fini contributivi e fiscali.

La scelta del sistema di pagamento è rimessa al datore di lavoro: quest’ultimo, tuttavia, deve assumere una decisione con riguardo all’intera trasferta. Nello specifico, non è consentito, nell’ambito di una stessa trasferta, adottare criteri diversi per le singole giornate comprese nel periodo in cui il dipendente si trova fuori dalla sede di lavoro.

Documentazione e Prove dei Rimborsi di Trasferta per il sistema analitico

In caso di rimborso analitico delle spese per trasferte fuori del territorio comunale, non concorrono a formare il reddito i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio e al trasporto.
Per le altre spese, anche non documentabili (es. mance, telefono, parcheggi) opera una franchigia di non imponibilità fiscale e contributiva fino all’importo massimo di 15,49€/giorno, soglia elevata a 25,82€/giorno all'estero, se analiticamente attestate

Per essere fiscalmente validi, i rimborsi devono essere documentati con: Fatture (cartacee o elettroniche)

Ricevute/scontrini con dettagli della spesa
Documento commerciale emesso dal registratore telematico o, per i soggetti esonerati,
ricevuta integrata con i dati identificativi del cliente
Biglietti di mezzi pubblici
Estratto conto della carta aziendale

Sono peraltro ammessi i seguenti sistemi di documentazione semplificata delle spese:

- utilizzo di carte di credito intestate alle aziende
- Uso di distinte bollate sottoscritte per l’acquisto di valori bollati Sull’utilizzo e la conservazione di note spese digitali (dematerializzate) è necessario considerare che:

1) la nota spese può essere generata tramite pc o smartphone, direttamente dal dipendente con la procedura di accesso alla rete aziendale ovvero tramite il sistema SSO (single sign-on) utilizzando credenziali di accesso univoche e personali, ovvero tramite un delegato

2) i documenti devono essere immodificabili, integri e autentici e possono essere generati dal dipendente tramite pc o smartphone

3) non è richiesto l’intervento di un pubblico ufficiale

4) Al termine del processo di conservazione sostitutiva i documenti analogici possono essere distrutti

3. Sistema Misto
Combinazione delle due precendenti modalità di rimborso

Novità Fiscali 2025: Decreto 192/2024 su Rimborsi di Trasferta

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto nuove condizioni per la non imponibilità dei rimborsi e indennità.

La spesa rientrerà nella fattispecie solo se:
- il pagamento è tracciabile (bonifico, carta, strumenti elettronici)
- è legata a spese di viaggio e trasporto effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea.

Inoltre, Si applica a trasferte intra ed extra comunali e coinvolge anche i rimborsi analitici a lavoratori autonomi. Le stesse regole valgono per la deducibilità delle spese di rappresentanza.